Azzardo: segnali d’allarme e prevenzione

da | 14 Ago, 2021 | Dipendenze

Di Paola Emilia Cicerone

Parliamo di gioco d’azzardo: un problema grave che coinvolge sempre più famiglie e si estende e macchia d’olio. Vediamo insieme in modo breve e schematico i numeri che muove.

 

I numeri dell’azzardo in sintesi

  • 17 milioni di italiani, il 43% popolazione attiva, ha giocato d’azzardo almeno una volta in un anno.
  • 100 miliardi di euro è il volume del giocato in un anno.
  • 20% del volume del giocato è on line.
  • il più diffuso è il “gratta e vinci”: 74%.
  • 400mila giocatori problematici in Italia (100mila nel 2007).
  • 100mila dicono di aver ottenuto denaro in prestito in modo illegale.
  • Tra i giovani il 40,7% degli studenti di 15/16 anni, e oltre il 50% degli studenti tra 15 e i 19 anni hanno giocato d’azzardo.
  • Un italiano su tre pensa che sia possibile arricchirsi con il gioco d’azzardo.

 

 

Per approfondire leggi anche

Gioco d’azzardo: i fattori di rischio per giovani e anziani

 

I segnali d’allarme

Attenzione ai campanelli di allarme. C’è un problema se:

  • il gioco diventa incontrollabile
  • le somme giocate aumentano progressivamente
  • si prova ansia se si cerca di smettere
  • quando si perde si gioca per tornare a vincere
  • si mente ai familiari sulle somme giocate

Se si chiedono prestiti o si commettono reati per procurarsi il denaro necessario al gioco il problema è serio.

 

 

Regole di prevenzione

  • Evitare di coinvolgere i bambini nel gioco d’azzardo, anche con l’acquisto occasionale di “gratta e vinci” o la partecipazione a giochi con vincite in denaro.
  • Per i più giovani, i genitori dovrebbero fare attenzione a sbalzi di umore – ansia o crisi di rabbia – consumo di alcol, frequentazione di nuovi amici, problemi scolastici.
  • Per gli anziani le molle che possono far scattare la dipendenza da azzardo sono la solitudine e il senso di inutilità. Può essere utile cercare di crearsi interessi o attività alternative.
  • Non vergognarsi a chiedere aiuto, parlando ai familiari o rivolgendosi ai servizi o a gruppi di auto-aiuto.

 

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