Le sfide si vincono accettando i limiti

da | 4 Lug, 2021 | Psicologia

“Ci sono quaranta milioni di ragioni per fallire, ma non una sola scusa”

Rudyard Kipling (1865-1936)

 

Ibrahim Hamato, Nick Vujicic, Alex Zanardi. Tre nomi che testimoniano come non ci siano difficoltà che possano limitare, se le si vogliono superare. Spesso però ci si arrende troppo in fretta, demotivandoci e trovando scuse.
Sappiate però che lamentarsi può essere molto pericoloso per il benessere psicologico.

Un famoso allenatore della nazionale di pallavolo italiana, Julio Velasco, a questo proposito ha dichiarato:

“L’alibi, oltre a distruggere l’armonia impedisce di progredire e di imparare.
Gli alibi e le scuse impediscono di mettere in moto delle risorse che,
a volte, non si sa neppure di avere.
Entrambe le situazioni le ho trovate ovunque allenassi.
Le mie squadre sono diventate famose a livello internazionale per un fatto che sembra banale ma non lo è:
siamo diventati celebri perchè non ci lamentavamo mai.
Sembra poco ma non lo è. Potete controllare i giornali dell’epocae non troverete mai  né da parte mia né da parte dei miei giocatoriuna scusa dopo un eventuale sconfitta del tipo ‘è stato il fuso orario’;avevamo un giocatore che stava poco bene’; ‘abbiamo dormito male’;’ l’arbitro ci ha penalizzato’, ecc.
Abbiamo imparato a non ricercare alibi, perchè una squadra di successo si costruisceinnanzi tutto dall’atteggiamento mentale“.

 

Velasco oggi è speaker del mondo aziendale (per info: www.performancestrategies.com) e dalla sua esperienza ha estratto “5 regole per non piangerci addosso” che contengono preziosi suggerimenti per conseguire ciò che ci sta più a cuore, nonostante le difficoltà.  Perchè le sfide si vincono!

 

  • La realtà è quello che è, non come voglio che io sia.
    Le cose sono come sono. Né più né meno. Non prendetevela con la realtà se non vincete o non riuscite a raggiungere l’obiettivo, questo è un atteggiamento da perdenti. Se la realtà non è modificabile, adattatevi e agite di conseguenza, con dinamicità di pensiero e azione: sappiate cogliere in quel momento cosa è meglio fare o non fare.

 

  • Accettare il perchè una cosa non si può fare che non sia per la propria responsabilità.
    In pratica: non attribuite il motivo di una vostra sconfitta a qualcosa che non dipende da voi.
    Maya Angelau disse: “Se non ti piace qualcosa, cambiala. Se non puoi cambiarla, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti!”.

 

  • La perfezione è un’idea da perdenti.
    Tutti sanno che se si è perfetti si vince, ma è una tautologia! Velasco insegnò a vincere nonostante le imperfezioni: “io voglio schiacciatori che schiaccino bene palle alzate male, perchè quelle alzate bene le schiacceranno benissimo. In pratica voglio giocatori che sappiano correggere gli eventuali errori del compagno e non giocatori che si lamentino senza apportare ulteriori miglioramenti”.

 

  • Gli errori sono inevitabili per imparare.
    Non reagite all’errore. Se avete sbagliato non dovete per forza colpevolizzarvi o incolpare il compagno di squadra. Il segreto è comportarsi come se nulla fosse accaduto, e focalizzarsi sulla prossima mossa. State ancorati sul presente.

 

  • Non mollate mai.
    Non importa se avete avuto una brutta giornata, non importa se avete tutti i difetti del mondo, ma non mollate, perchè se lo fate sono dolori!

 

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche 

Coraggiosi si diventa

 

tratto dall’articolo “Le sfide si vincono accettando i limiti”
della rivista Vita&Salute edizione di Gennaio 2016, di Massimo Piovano


 

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