Il prezzemolo cotto è tossico?

da | 20 Dic, 2017 | Antibufale

“Il prezzemolo cotto è tossico”. Questa convinzione è estremamente diffusa, come pure l’idea che i gambi stessi possano essere tossici. Eppure, non abbiamo mai sentito parlare di nessuno finito all’ospedale per un po’ di prezzemolo cotto! Com’è nato allora questo falso mito alimentare?

“La storia della tossicità del prezzemolo prende probabilmente avvio dalla pratica di procurarsi l’aborto bevendo apiolo. È del 1956 l’articolo, pubblicato su The Lancet, dal titolo ‘Death from apiol used as abortifacient’. Vi si descrive il caso di una giovane donna che va incontro a convulsioni, paralisi flaccida e infine morte dopo aver ingerito delle female pills a base di apiolo”. Lo racconta la dottoressa Roberta Martinoli di Roma, medico esperto di nutrizione. Si tratta di racconti che conservano un significato antropologico e di pratiche per fortuna non più in uso.

Ma la leggenda della tossicità del prezzemolo ‘cotto’ nasce evidentemente dalla modalità con la quale, partendo da grandi quantità di prezzemolo, veniva estratto il principio attivo”. Forse in origine si cercò di tenere le donne in età fertile lontane da questa erba. Poi però con il tempo la cattiva fama intorno ad essa si è ampliata e diffusa.

Una spezia dalle molteplici proprietà

Peccato, perché il suo valore nutrizionale è indiscutibile: contiene infatti ben tre antiossidanti (vitamina C, carotenoidi e tocoferolo), oltre a minerali quali calcio, ferro, fosforo, rame e zolfo, ed è anche sfruttato nella medicina popolare. “Tradizionalmente foglie, semi e radici sono stati impiegati per il loro effetto antipertensivo, come tonico per rafforzare la vescica, nel trattamento delle epistassi, degli ematomi, delle macchie cutanee per le sue proprietà sbiancanti, dell’alitosi, delle otiti e come emmenagogo per la presenza di sostanze che favoriscono le mestruazioni e alleviano il dolore. La miristicina e l’apiolo sono i due principi attivi contenuti nel prezzemolo”.

Il prezzemolo in gravidanza

Qualche problema può insorgere tuttavia in gravidanza, perché questa erba stimola le contrazioni uterine. “Non stiamo ovviamente parlando del prezzemolo come spezia bensì dell’ingestione dell’olio essenziale: più di 10 gocce al giorno possono causare l’aborto. È stato inoltre dimostrato che l’assunzione di oltre 1 g di estratto alcolico per kg di peso corporeo può avere effetto epatotossico e nefrotossico”, specifica la dottoressa, precisando poi che tuttavia “lo stesso principio attivo sarebbe in grado di prevenire il tumore inducendo fenomeni di apoptosi e di autofagia a carico delle cellule trasformate in senso neoplastico. Per questo alcuni oncologi consigliano di masticare un rametto di prezzemolo prima dei pasti”.

In conclusione foglie, gambi e radici si possono mangiare senza timore, crudi e cotti, tranquillizza l’esperta. “L’accortezza è quella di consumarne in piccole quantità, come si fa per qualsiasi spezia”.

Giuliana Lomazzi

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