Placenta, fonte di giovinezza

da | 6 Feb, 2018 | Antibufale

L’’ultima moda – curiosa e un po’ dai gusti “forti” delle star di Hollywood? Mangiare la placenta per avere tutta una serie di benefici psicofisici. Ma su quali basi scientifiche?

La placenta è l’organo condiviso da mamma e bebè durante la gravidanza, un vero e proprio canale che li collega, rifornendo il feto di cibo e proteggendolo dalla maggior parte delle infezioni. Per il piccolo organismo in crescita, funge da stomaco, fegato, polmoni, reni, intestino. Alla fine del parto viene espulsa.

Questo organo ha indubbiamente un grande valore, tanto che è entrato perfino nella composizione di alcuni cosmetici (si usano di solito estratti placentari di animali).

La placenta contiene moltissime sostanze nutritive”, spiega la dottoressa Maria Alessandra Panozzo, ginecologa di Prato, Asl 2 di Lucca. “Moltissimi animali la mangiano per restare vicino alla prole, senza bisogno di muoversi per nutrirsi, ma anche per nasconderla ai predatori. Per le donne ha solo un valore emotivo. Alcune mie pazienti l’hanno effettivamente assaggiata”.

Da parte loro, le attrici americane – e molte donne al loro seguito – hanno pensato bene di mangiarla cruda o cotta (sic!), aggiunta agli smoothie o meglio ancora disidratata e incapsulata. Tutto questo per stimolare la lattazione, prevenire la depressione post partum, incrementare l’energia, recuperare il ferro, favorire l’elasticità cutanea, addirittura ringiovanire. Dimenticando però che la placenta è un organo filtro, che trattiene patogeni e tossine per impedire che arrivino al bambino. E senza pensare che di studi scientifici a sostegno non ce n’è. Lo afferma molto chiaramente una review1 pubblicata ad agosto del 2017, composta di ben undici pagine.

I rischi superano di gran lunga i presunti benefici e riguardano non solo la madre ma anche il neonato che beve il suo latte. Infatti non è garantito nemmeno tramite la disidratazione e l’incapsulamento che i batteri patogeni vengano eliminati. Ne possono risultare pericolose contaminazioni da streptococchi. Negli Stati Uniti, le autorità sanitarie americane hanno già lanciato allarmi contro la placentofagia umana, ed è già stato segnalato un caso, in Oregon, di un’infezione potenzialmente nociva per un piccolo la cui madre ha assunto capsule con la placenta.

Rincara la dose la dottoressa Panozzo: “Oggi la nostra dieta è già fin troppo ricca, non c’è proprio bisogno di mangiare la placenta per assorbirne le proprietà nutritive. Di sicuro l’elisir di lunga vita non è lì, piuttosto in una dieta corretta ed equilibrata, nell’attività fisica, nel lavoro su se stessi. L’equilibrio e la salute sono una cosa delicata e più complessa di una singolo rimedio o di una pastiglia. Bisogna imparare ad ascoltarsi, a coltivare un benessere a 360°”.

1. Farr A, Chervenak F, McCullough L. “Human placentophagy: a review” American Journal of Obstetrics & Gynecology DOI: http://dx.doi.org/10.1016/j.ajog.2017.08.016

Di Giuliana Lomazzi

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