Le liste dello Iarc e il rischio di cancro

da | 15 Gen, 2016 | Alimentazione

Ha suscitato numerose polemiche l’inserimento delle carni fresche lavorate nella categoria dei cancerogeni.
In questo articolo diamo un’occhiata per capire meglio a chi fanno compagnia manzo, maiale e affettati.

Tutto nasce da un documento dello Iarc (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro) nel quale si afferma che wurstel, prosciutto, salsicce, salumi e carni conservate risultano cancerogene e vanno inserite nel gruppo 1 delle sostanze che possono essere all’origine di processi tumorali, allo stesso livello di fumo arsenico e benzene.

Questa notizia ha creato panico nei consumatori e paure indiscriminate, tanto che lo Iarc ha ritenuto opportuno gettare acqua sul fuoco della polemica “Per una persona il rischio di sviluppare cancro all’intestino a causa del consumo di carne processata resta piccolo, ma aumenta in proporzione alla carne consumata” ha detto il dottor Kurt Straif, capo dello Iarc Monographs Programme.

Il rapporto con alcuni tipi di tumori è da mettere inoltre in relazione alla presenza di conservanti o di prodotti di combustione in questi alimenti: s’innalza del 18% per ogni porzione di 50g di carne lavorata (i rischi di tumore sono sopratutto a carico di colon e retto, di cui sono stati diagnosticati nel 2013 55mila casi, ma anche di pancreas, prostata e intestino).

Ma parliamo ora delle liste compilate dallo Iarc, di cui tanto si è parlato ma poco si conosce.
Innanzitutto è opportuno partire dalle condizioni che portano all’inserimento o meno di una data sostanza in uno dei gruppi:

  • devono essere disponibili risultati di studio di laboratorio e se disponibili anche studi epidemiologici sull’uomo;
  • questi studi sono eseguiti ad altissimi dosaggi o con durate d’esposizione molto lunghe, difficilmente replicabili nella vita reale.

Attenzione dunque, prima di preoccuparsi è importante sapere non solo in che lista si trova una sostanza, ma anche quali sono i dosaggi e le durate d’esposizione che trasformano un rischio teorico in rischio reale.
Inoltre per le motivazioni sopra riportate, è possibile che alcune sostanze cancerogene non siano inserite nella lista a causa di scarsità di dati o studi.

Il gruppo 1 non determina la pericolosità di una sostanza, ma la solidità delle prove scientifiche sulle quali viene fatta la valutazione, dice Paolo Vineis professore alla Imperial College London. 
Ad esempio i ricercatori della “Global Burden of Disease” parlano di 34 mila decessi attribuibili ogni anno, nel mondo, a una dieta carnea e ricca di carni lavorate, 200 mila morti per l’inquinamento dell’aria, 600 mila per l’alcol e 1 milione per cancro da fumo di tabacco.

I gruppi della lista sono cinque, ordinate per scala di rischio:

  • Il gruppo 1: contiene carcirogeni umani certi e comprende 116 agenti. Alcuni esempi: le bevande alcoliche, il fumo di tabacco, le aflatossine, nitrosammine (contenute negli insaccati), radiazioni ultraviolette, benzene, diossina, aminato, inquinamento dell’aria, le carni rosse lavorate, raggi X, raggi gamma, fosfati..
  • Il gruppo 2A: contiene carcirogeni probabili per l’uomo e contiene 66 agenti.
  • Il gruppo 2B riunisce i carcirogeni possibili, per un totale di 285 sostanze.
  • Il gruppo 3: contiene le sostanze non classificabili come carcirogene (al momento sono 505).
  • Il gruppo 4, infine, raggruppa le sostanze probabilmente non carcirogene per l’uomo.

Per avere la lista completa di tutti gli elementi cancerogeni, consultate pure il sito dello Iarc: www.iarc.fr

In questo articolo (clicca qui) parliamo di come ridurre al massimo il rischio di attivare meccanismi cancerogeni, riportando i consigli di Franco Berrino (medico, epidemiologo, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano), e dell’associazione Italiana di oncologia medica (Aiom).


 

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