Le alternative al caffè

da | 29 Mar, 2011 | Alimentazione

L’umanità si è da sempre ingegnata a preparare bevande gradevoli e aromatiche utilizzando vegetali alternativi al caffè: orzo, segale, avena, legumi, radici di cicoria e di scorzonera, gramigna e barbabietole, ghiande, semi di uva, fichi secchi… Si è davvero provato di tutto, con risultati a volte gradevoli e altre no.
Oggi, tuttavia, la maggior parte dei prodotti in commercio consente di preparare in modo molto pratico bevande eccellenti.

Oggi le bevande scure a base di orzo tostato stanno godendo di una buona fortuna, scelte soprattutto da chi è attento alla propria salute e desidera adottare uno stile di vita meno frenetico e a misura d’uomo. Sul caffè abbiamo gia parlato in questo articolo davvero completo clicca qui!

La materia prima di base è senz’altro l’orzo. Tant’è che questo tipo di bevande (anche quando la loro composizione è piuttosto complessa) sono conosciute per antonomasia proprio come «caffè d’orzo». L’orzo mondo (quello integrale, che spesso è appositamente coltivato a tale scopo) viene tostato, talvolta dopo essere leggermente germogliato, e poi macinato.

L’altro elemento irrinunciabile è la radice di cicoria, una pianta coltivata da secoli non solo per consumarne la parte aerea (radicchi rossi o verdi, catalogna, indivia, cicoria di Bruxelles, cicoria da taglio sono alcune delle varietà di cicoria presenti negli orti), ma anche per utilizzarne la radice che, torrefatta e macinata, consente la preparazione di una bevanda scura e profumata. Questa proprietà della cicoria era nota già nel XVI secolo. In molti prodotti commerciali l’aroma dell’orzo e della cicoria viene arricchito e arrotondato con l’aggiunta di vegetali ricchi di zuccheri i quali, dopo la tostatura, si trasformano in caramello, dal tipico colore bruno e dall’aroma caldo. Potrete dunque trovare segnalati in etichetta, oltre all’orzo e alla cicoria, anche l’avena e la segale, i fichi secchi, i ceci, le ghiande, le radici di scorzonera e di gramigna, le barbabietole, i semi d’uva e perfino i residui della lavorazione della canna da zucchero.

Molti sostengono che queste bevande abbiano proprietà salutari. Personalmente sono convinto che la tostatura spinta dei diversi ingredienti non favorisca il mantenimento delle proprietà nutrizionali. In ogni caso, l’abitudine di sorbire qualche tazza di caffè d’orzo non è certamente da disprezzare. Interrompere per qualche minuto lo studio o il lavoro, sgranchirsi le gambe e fare quattro chiacchiere con chi ci sta vicino (tutto questo avviene automaticamente mentre si prepara il caffè d’orzo) è assai benefico per il corpo e per la mente. Non male per un surrogato…

Come si prepara

La preparazione del caffè d’orzo è possibile utilizzando tecniche diverse, ma in ogni caso è un’operazione molto semplice. Chi preferisce usare la classica moka deve avere l’avvertenza di riempire il filtro solo a metà. In alternativa, esattamente come per la preparazione del caffè alla turca, la polvere tostata va fatta bollire per qualche istante nell’acqua, mescolando continuamente per evitare che il tutto trabocchi. A fuoco spento deve seguire qualche minuto di infusione, anche per permettere alla polvere macinata di depositarsi sul fondo del contenitore. Un’attesa che fa parte a pieno titolo del rito che dovrebbe accompagnare l’assunzione di queste bevande.

Per finire, abbiamo i pratici preparati solubili, che non presentano problemi, a patto che siano mescolati ad acqua molto calda. Vanno inoltre conservati in un barattolo ben chiuso e collocato in un ambiente non umido.

Una ricetta per voi: Dessert eccitanti (per il palato)
Torta rustica al caffè d’orzo

  • 400 g di farina di frumento tipo 2 (semintegrale)
  • 250 g di zucchero integrale di canna
  • 50 g di burro
  • 3 cucchiai di tahin (burro di sesamo)
  • mezzo litro di latte di riso (o di avena)
  • 3 uova
  • 2 bicchieri di caffè d’orzo ben forte
  • una bustina di lievito istantaneo
  • un pizzico di cannella e di vaniglia in polvere
  • una presa di sale
    Mescolate i tuorli con il burro ammorbidito e il tahin fino a ottenere una crema liscia. Aggiungete il latte di riso, il caffè d’orzo, gli aromi, il sale, la farina e il lievito. Amalgamate con cura, evitando di formare grumi. Sbattete a neve gli albumi, incorporateli con delicatezza al composto e versate il tutto in una teglia rotonda foderata di carta da forno. Fate cuocere in forno già caldo (170-180°C) per 60-70 minuti.

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