La bufala degli assorbenti interni che provocano il tumore

da | 3 Lug, 2017 | Antibufale

Quante volte si sente questa affermazione, che invita urgentemente a tenersi alla larga da questi dispositivi? Ma per fortuna è un allarme ingiustificato

Già nel 1998 circolava in rete la bufala secondo cui gli assorbenti interni possano causare il tumore. Come sia nata è difficile a dirsi.

“Probabilmente all’origine di questo falso mito c’è la possibilità, seppur minima, che possano causare la sindrome da shock tossico (Sst)”, esordisce la dottoressa Lidia La Marca, ginecologa di Bologna, oncologa ed esperta Pnei.

La Sst è una malattia molto grave causata dal batterio Staphylococcus aureus, curabile se presa in tempo; tra i sintomi tipici ci sono febbre alta e improvvisa, eritema, vomito, diarrea, vertigini, dolori muscolari.

Consola sapere che è talmente rara che la dottoressa La Marca, pur nella sua lunga esperienza clinica, non ne ha mai incontrato un caso. “La letteratura scientifica segnala pochissimi casi di Sst da tamponi; ogni volta che se ne verifica uno, questi dispositivi vengono migliorati ulteriormente”. Nulla di cancerogeno, comunque.

Sotto accusa finisce, ma sempre ingiustificatamente, anche la composizione dei tamponi. Infatti questi sono costituiti principalmente da rayon, una fibra ricavata dalla cellulosa; a differenza del cotone, ha la proprietà di non sfilacciarsi e quindi non rilascia particelle in vagina (che peraltro verrebbero facilmente eliminate dalle secrezioni).

Nel processo di produzione tuttavia può essere usato come sbiancante il cloro, da cui si produce diossina, per l’appunto cancerogena. “Tuttavia la Fda statunitense assicura che per la produzione di assorbenti interni non si usa cloro. Quanto alla diossina, questa sarebbe contenuta in dosi talmente basse da non essere nemmeno misurabile”, spiega la dottoressa.

Sul web si legge poi che nei tamponi si troverebbe amianto, inserito per aumentare il sanguinamento e vendere più dispositivi; ma non c’è motivo per cui l’amianto debba avere un effetto simile. In ogni caso, non ci sono segnalazioni di un maggiore sanguinamento nelle donne che usano i tamponi.

Sostanzialmente i tamponi interni sono sicuri, a patto che si usino bene. “Dal momento che raccolgono il sangue mestruale, diventano un concentrato di germi. Perciò bisogna cambiarli frequentemente e inserirli con le mani pulite”, raccomanda la ginecologa. “Negli ultimi giorni, quando il ciclo è scarso, è meglio utilizzare gli assorbenti esterni; infatti si può essere tentate di cambiare i tamponi con minor frequenza e poi dimenticarsene non è così difficile. Io stessa ho estratto moltissimi tamponi, dimenticati dal ciclo precedente!”

Prima di chiudere, ci resta un altro mito da smentire: il pericolo degli assorbenti interni per una ragazzina che non abbia mai avuto rapporti sessuali. “In realtà se l’imene è intatto non si riesce a inserire nemmeno un piccolo tampone; questo vale nel caso in cui vi sia un imene cribrato, cioè dotato di tanti piccoli forellini, o imperforato; negli altri casi (imene con foro unico centrale, sfrangiato) il tampone può entrare, insistendo con un po’ di delicatezza”, chiarisce La Marca.

di Giuliana Lomazzi

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