Il Pacco alla Camorra lo facciamo insieme!

da | 11 Dic, 2013 | Senza categoria

Abbiamo conosciuto un mondo di cooperative che offre prodotti ricavati da territori confiscati alla camorra. V&S ha stipulato con loro un accordo di collaborazione. Conosciamo meglio chi sono e come si può contribuire a sviluppare un mercato fatto di cose buone e dal grande valore umano

«Ti ho fatto il pacco». Ti ho fregato, mi sono preso gioco di te. In gergo napoletano «fare il pacco» vuol dire imbrogliare, vendere qualcosa di fasullo, azione quasi da prestigiatore. Il pacco di cui parliamo ha altri scopi, altre finalità, è un pacco ribelle, un pacco che prende in giro il significato stesso di pacco. Il nostro è un pacco che ride, che racconta, con l’aria pungente della satira, di luoghi, situazioni, personaggi, terre difficili; è un oggetto con la molla che rovescia idee preconfezionate nella mente di chi lo apre, lo possiede, lo regala. Aprire questo pacco è una gigantesca critica civile, sociale e politica al sistema camorra. Non stiamo qui a raccontare cos’è la camorra, i morti di camorra, le guerre, le stragi, gli eroi di camorra. Vogliamo invece raccontare del silenzio di una foresta di uomini che cresce, del lavorio continuo di operai, artigiani, contadini, imprenditori, i quali, mattone dopo mattone hanno edificato il nostro pacco.
Voi vi chiederete se un pacco di sott’oli, marmellate, passate, pasta e altro ancora può tutto questo? Sì, e anche di più. È il racconto veritiero di qualcosa di tangibile, concreto, con cui relazionarsi, è il racconto veritiero di popolazioni che preferiscono al lamento camicie sudate.

Si può fare!
«Cultura, lavoro, istruzione, diritti, comunità, ambiente… Si può fare… facciamo un pacco alla camorra», così recita il packaging della nuova edizione, a ricordare a tutti che fare/costruire una fregatura alla camorra si può solo se si restituisce uguaglianze sociali, attraverso l’acquisizione di diritti e possibilità. Il sistema criminale ha invaso e inquinato non solo i terreni, ma l’essenza dei meccanismi sociali, occupando gli spazi deputati alla costruzione dei diritti dell’uomo, della propria socialità, della libertà.
Ed è per questo che da alcuni anni si sta costruendo una rete di imprese volte alla realizzazione di un’economia sociale come antidoto all’economia criminale. Sulla strada indicata dal «Comitato Don Peppe Diana» e dall’associazione «Libera – nomi e numeri contro le mafie», nasce il consorzio di cooperative sociali «Nco – Nuova cooperazione organizzata».

Al centro la persona
I punti di forza di questa «nuova organizzazione» sono dettati in primo luogo da quella conce(a)zione che mette al centro prima e al di là di ogni cosa la persona umana. Soggetti provenienti da situazioni di disagio (salute mentale, ex dipendenze, ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) vengono inseriti in un graduale ma costante percorso di inserimento lavorativo e nel mondo del lavoro. L’obiettivo è promuovere, attraverso questo inserimento, una filiera produttiva ed etica che parte dalle attività sociali e da quei luoghi che una volta erano simboli di violenza e di sopraffazione e che oggi, invece, sono rinati a nuova vita grazie alla collaborazione con le istituzioni e con tutte le realtà sociali del territorio. Nco guarda alla realizzazione di un’agricoltura sociale che mette al centro la persona con disagio ma anche la stessa comunità. Questa è intesa, infatti, come soggetto attivo nel processo di riabilitazione e di inclusione dei soggetti svantaggiati ma nello stesso tempo diventa destinatario privilegiato di una cultura agricola «civica» che guarda a garanzie di tracciabilità, di filiera corta ed etica. La sfida è contagiare imprenditori, agricoltori per tracciare nuovi percorsi di economia, nuove modalità e quest’anno la rete si amplia e si arricchisce di nuove storie e di altri imprenditori che scelgono da che parte stare e si espongono mettendoci la faccia, gridando in coro che insieme si può.
È significativa allora l’adesione della coop. “Futuragro”, che riunisce piccoli agricoltori nel salernitano, ponendo attenzione al giusto costo, alle modalità di produzione e che ha accettato la sfida dell’inserimento lavorativo. Storica è la presenza della coop. Eureka a Casal di Principe che sui terreni confiscati a Santa Maria La Fossa, coltiva grano bio per la pasta con persone in inserimento lavorativo; quella della coop. «Un fiore per la vita» che coltiva i terreni dell’ex manicomio di Aversa, realizzando sott’oli bio nella fattoria sociale «Fuori di Zucca» e dove ragazzi provenienti dal mondo delle dipendenze hanno ritrovato la strada per la dignità.
Percorsi di riscatto e dignità accomunano la storia della coop. «Altri orizzonti» che nel bene confiscato a «Pupetta Maresca» ha realizzato una sartoria sociale che dà lavoro a donne vittime di tratta, realizzando abiti occidentali con stoffe africane sotto il marchio “Made in Castelvolturno”. Ancora come la coop. “(R)esistenza” formata da ragazzi di Scampia che hanno deciso di occuparsi di un bene confiscato a Chiaiano e producono le marmellate di pesche con ragazzi proveniente dal carcere minorile. Oppure la coop. soc. «Al di là dei sogni» che gestisce il bene confiscato «Alberto Varone» a Maiano di Sessa Aurunca e che grazie all’inserimento lavorativo di persone con disagio ha realizzato una fattoria didattica e pratica agricoltura sociale per la realizzazione di sott’oli e su cui, a breve, verrà inaugurato l’impianto di trasformazione della Nco
Le esperienze continuano con la coop. soc. «Agricoltura Capodarco», nata dalla comunità di Capodarco che si occupa di agricoltura sociale biologica attraverso l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate.
Si tratta quindi di percorsi, intrecci, reti che nascono in virtù del fatto che «… un giorno ti incontri e ti riconosci», così come è stata la scelta del partner Vita&Salute, mensile scientifico che da anni, su scala nazionale informa, tra i diversi ambiti del benessere, anche sulla corretta alimentazione, sui vantaggi di una spesa critica, attenta alle produzioni. Con Vita&Salute si è costruito un rapporto fondato su una conoscenza concreta che vedrà raccontare mensilmente le storie e i volti di ogni partner. Con inoltre l’inserimento di una copia del mensile in ogni pacco che stiamo realizzando.

I pacchi sono in vendita on line sul sito www.ncocommercio.com
info@ncocommercio.com – tel 081/8926528 – 392/4617121

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