Il sonno ritrovato

da | 7 Lug, 2015 | Medicina, Salute

La difficoltà ad addormentarsi e le sue cause. Le ricadute sul benessere generale. Come favorire un buon riposo.

Incapacità ad addormentarsi, frequenti risvegli notturni, riduzione della qualità e quantità del sonno, riposo insufficiente, sensazione di stanchezza al risveglio: quando questi sintomi si presentano protratti nel tempo si parla di insonnia, disturbo di cui si stima soffra oltre un terzo della popolazione dei Paesi industrializzati al punto che si parla di «epidemia del terzo millennio».

Fattori organici e psicologici

Le cause possono essere numerose:

  • una malattia (come l’ipertiroidismo),
  • problematiche notturne che impediscono sonni tranquilli (come la minzione frequente e il russamento)
  • cause psicologiche quali ansia, stress e angoscia

Il più delle volte l’insonnia è conseguenza di un errato stile di vita, magari sostenuto da bevande stimolanti a base di caffeina per non sentire la stanchezza. La responsabilità è spesso degli orari irregolari, che alterano il ritmo sonno-veglia o circadiano.

Alcol e droghe sono altre cattive abitudini che di certo non conciliano il sonno.  È un eccitante anche la nicotina delle sigarette.

I rischi della carenza di sonno

Il sonno è indispensabile per la vita. Ha infatti molte funzioni fisiologiche e psicologiche.

Le notti in bianco non causano solo stanchezza e malumore. Ne risente prima di tutto l’attività quotidiana.

Ma una carenza di sonno può davvero fare ammalare. Il mancato riposo notturno aumenta il cortisolo, l’ormone dello stress; la prima conseguenza è l’indebolimento del sistema immunitario e il maggiore rischio di ammalarsi. La seconda è una minore capacità dell’organismo di regolare la glicemia e controllare l’appetito, che a loro volta possono aprire le porte a diabete e obesità.

Quanto bisogna dormire per evitare conseguenze indesiderate? Gli studiosi sconsigliano a chiunque di scendere troppo sotto le 7 ore.

Orari regolari

La regolarità è il primo obiettivo cui puntare. Ma non basta se non si rispettano anche altri orari.

Bisogna staccare la spina un paio di ore prima di andare a letto, evitando in questo intervallo di fare attività fisica pesante e di stare davanti al pc. Anche dopo cena va osservato un intervallo di circa tre ore, quattro per chi soffre di reflusso gastroesofageo.

Perché la notte si presenti sotto i migliori auspici bisogna essere regolari pure di giorno, evitando il più possibile il caffè e ancora di più gli energy drink. Niente sonnellini pomeridiani «per recuperare»: rendono difficoltoso l’addormentamento notturno e innescano un circolo vizioso. Meglio piuttosto farsi uno spuntino, così a cena non si esagera.

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