Diabete, un killer silenzioso

da | 28 Set, 2021 | Medicina

Di Massimo Ilari

– Ci sono altre priorità sanitarie che la pandemia ha messo in secondo piano
– Quali sono i rischi maggiori che corrono i diabetici
– In che modo la prevenzione e il rafforzamento della Telemedicina possono ridurre l’impatto della patologia.

 

Lo chiamano “l’assassino silenzioso”. Non si tratta di un serial killer, ma non per questo è meno pericoloso.
Stiamo parlando del diabete, “Una malattia a evoluzione progressiva nel tempo (cronica)”, ci dicono gli esperti di ISSalute, “che provoca nell’individuo un aumento dei livelli di zucchero (glucosio) nel sangue rispetto ai valori normali”.
Senza volere fare allarmismi, una vera e propria emergenza sanitaria, per morti e soggetti colpiti, a livello nazionale e mondiale.

 

Cifre sommerse

In Italia i diabetici sono 4 milioni:

  • 500mila persone soffrono di diabete di tipo 1, noto anche come insulino-dipendente o autoimmune (diabete giovanile).
  • oltre 3 milioni e mezzo hanno invece il diabete di tipo 2 (alimentare).

Poi esiste il diabete gestazionale, che può manifestarsi nel 18% delle donne in gravidanza.

Tante persone con diabete di tipo 2 (quasi il 30%) non sanno di avere la malattia.
Risultato? Il numero complessivo di pazienti diabetici italiani potrebbe superare, complessivamente, i 5 milioni. Dati resi noti in occasione della Giornata mondiale del diabete che si celebra il 14 novembre di ogni, durante un incontro organizzato da Diabete Italia Onlus insieme ad altri soggetti.
E nel mondo? Le proiezioni dell’Oms mostrano che il diabete diventerà la settima causa di morte a livello globale nel giro di appena un decennio.

 

Approfondisci il tema leggendo anche

Frutta e diabete: si può fare

 

Una pandemia nascosta

Possiamo definirla una pandemia nascosta e silenziosa, proprio a causa dell’emergenza Covid-19. La stessa giornata mondiale si è dovuta svolgere sottotono, per evitare contagi e assembramenti.
Chi soffre di diabete, infatti, ha più possibilità di contrarre il virus e in forma seria.

“Il diabete, insieme alle malattie cardiovascolari, è – non a caso – uno dei primi fattori di rischio per sviluppare le forme più gravi e iper-infiammatorie della patologia, quelle che richiedono il ricovero in terapia intensiva e che hanno prognosi peggiore”,

ha spiegato Lorenzo Piemonti, direttore dell’Istituto di ricerca sul diabete (Dri) dell’Irccs ospedale San Raffaele e professore associato di Endocrinologia all’Università Vita-Salute San Raffaele.
Secondo l’Oms, per combattere il diabete, è fondamentale aumentare l’accesso agli strumenti diagnostici e ai farmaci, in particolare l’insulina, particolarmente nei Paesi a basso e medio reddito.

diabete silenzioso

Diabete. Il contributo della tecnologia e lo stile di vita

L’innovazione sarà una delle componenti centrali del Global Diabetes Compact, con particolare attenzione allo sviluppo e alla valutazione di tecnologie a basso costo e soluzioni digitali per la cura del diabete. Ogni 6 secondi, nel mondo una persona muore per questa patologia (International Diabetes Federation – Idf). Ma perché il numero di soggetti colpiti dal diabete sta registrando un aumento così vistoso, perché viene paragonato a un killer e quali sono le abitudini più pericolose?

Ce lo spiegano dicono i diabetologi dell’Amd (Associazione medici diabetologi):

  • Iperalimentazione
  • Scarso esercizio fisico
  • Sedentarietà
  • Stress
  • Popolazione anziana sempre più numerosa.

E aggiungono: “Rinforzate, è chiaro, da una predisposizione genetica. Predisposizione che però, da sola, non è sufficiente a spiegare il fenomeno. In tutte le malattie complesse occorre pensare ai geni come a possibili micce in grado di attivarsi nel momento in cui entrano a contatto diretto con altri fattori esterni.

Quali?

  1. Alimentazione sovrabbondante
  2.  Stile di vita sedentario
  3.  Invecchiamento

 

La pandemia e il rapporto interrotto tra medico e paziente

Insomma, siamo di fronte a un concorso di cause tipiche delle società cosiddette civilizzate e dedite al surplus alimentare.
In un periodo in cui il Coronavirus sembra allentare la sua morsa è d’obbligo ripensare il proprio stile di vita, riorganizzandolo su quanto dicono i diabetologi.
L’emergenza pandemica ha messo a dura prova l’organizzazione del Servizio sanitario e non ha fatto certo eccezione il mondo del diabete: i sanitari sono stati presi alla sprovvista, lasciando medici e pazienti non più a contatto fisico, nella migliore delle ipotesi solo per telefono.

In molti casi, gli ambulatori hanno chiuso, gli esami sono stati procrastinati, i malati più anziani e poco tecnologici sono restati indietro.
Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia, ha delineato un quadro sconfortante:

L’emergenza coronavirus ha stravolto le modalità di gestione della patologia diabetica, in termini di contatti con i pazienti. Per questo ora è fondamentale intervenire preventivamente così da scongiurare che si ripeta quello che è accaduto a marzo”.

Il Recovery Fund, nei 15 miliardi di euro stanziati per la Sanità, ne ha previsti 4 per case di cura, telemedicina e assistenza domiciliare.

 

Garantire le terapie

Se finora tutta l’attenzione si è focalizzata sull’interruzione della catena di contagio per contenere la pandemia, anche alla luce dei mesi che abbiamo davanti dobbiamo sforzarci per garantire alle persone con diabete e, in generale a tutte quelle con una patologia cronica, un’assistenza rigorosa ed efficace.
Occorre garantire continuità assistenziale, perché il diabetico non è un paziente come un altro.
E la telemedicina ci consentirà di ridisegnare l’assistenza per i pazienti cronici, già in crisi prima del Covid”, ha detto il professor Agostino Consoli, presidente eletto della Società italiana di diabetologia.
Appare chiaro che la parola sulla quale ci giochiamo il futuro dell’assistenza sanitaria è prevenzione e innovazione, anche perché il nostro sembra il millennio delle pandemie.

 

Per saperne di più sul diabete leggi anche

Regole d’oro contro il diabete

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