COVID 19: contro chi stiamo combattendo?

da | 9 Apr, 2020 | Medicina

Si chiama Sars COV 2. Rispetto al suo predecessore apparso nel 2002, la Sars, risulta essere meno mortale ma con un’incredibile capacità di trasmissione. Sars è un acronimo che significa Sindrome Respiratoria Severa Acuta mentre Covid-19 sta per Coronavirus Desease 19. Il 19 indica l’anno di insorgenza.

Ma come e dove è nato questo virus?
Ancora non lo sappiamo con certezza.  E’ probabile abbia seguito la stessa logica dei suoi predecessori: lo spill-over, il salto di specie.  Questo è probabilmente accaduto nei mercati cinesi di Wuhan dove, per tradizione, si consumano animali selvatici. Per mancanza di frigoriferi gli animali vengono abbattuti sul luogo, contaminando così cibo e persone. 

Mortalità
La percentuale di mortalità in Italia è del 7,2% mentre risulta più bassa in Cina con un tasso pari a circa il 3%. Le ragioni di questo divario sono in parte dovute al fatto che la popolazione italiana è mediamente più anziana ma soprattutto perché in Italiasi è scelto di effettuare dei tamponi unicamente alle persone sintomatiche.

Differenza tra uomini e donne 
Un dato da approfondire,invece,  riguarda la differenza tra la mortalità degli uomini e delle donne. Rispettivamente del 60% e del 40%. Per spiegare questo fenomeno si parla della protezione degli estrogeni per il sesso femminile e della risposta dei sistemi immunitari, che nelle donne sarebbe più efficace nella protezione dal virus.
Ma c’è molto di più. Gli uomini , secondo uno studio svedese, hanno una percezione dei rischi diversa, sottovalutando le conseguenze e agendo in modo più impulsivo. Si è scoperto che gli uomini sono più negligenti nel lavarsi le mani, specialmente dopo aver accarezzato gli animali, starnutito, soffiato il naso, aver maneggiato soldi, cambiato un pannolino o semplicemente dopo aver usato il bagno.
In ultimo va considerata la percentuale di uomini fumatori che, essendo più alta incide negativamente sulla gravità dei  sintomi, essendo il fumo un fattore peggiorativo.

Quali altri fattori aumentano il tasso di mortalità?
Secondo l’ISS, avere delle co-morbilità come malattie cardiovascolari, renali , diabete, obesità, ipertensione, aumenterebbe  drasticamente la possibilità di decesso.
Uno studio cinese condotto su 2173 pazienti deceduti per Coronavirus ha evidenziato invece una correlazione con il gruppo sanguigno. Il gruppo sanguigno A presenta statisticamente una mortalità doppia rispetto al gruppo 0 che risulterebbe quindi più protetto. Mentre l’AB e il B si collocherebbero  in posizione mediana in questa classifica.

Perché le regioni della pianura padana risultano più colpite?

L’inquinamento dell’aria, sotto forma di particolato atmosferico, sembrerebbe facilitare la trasmissione dei veilioni in caso di virus.  Diversi studi  sulla trasmissione di altri ceppi di virus hanno dimostrano questa teoria.  La resistenza del virus, inoltre,  è maggiore in luoghi freddi e umidi.

Dr. Raniero Facchini             

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